giovedì 6 dicembre 2007

150 anni dell'unità d'italia

Unità d'Italia, la festa è già qui. Il governo spiega al Servizio bilancio della camera lo stanziamento di 150 milioni nel 2007

Il 7 maggio 2007 è nato a Torino il Comitato Italia 150, l'ente che si occuperà di organizzare le celebrazioni piemontesi del Centocinquantenario dell'Unità d'Italia.
Come accadde nel 1911 per il Cinquantenario e nel 1961 per il Centenario, nel 2011 a Torino avrà luogo un grande evento internazionale, che per tutto l'anno permetterà a tutti di vivere un'esperienza unica del passato, del presente e del futuro dell'Italia.
Il Comitato Italia 150 fa riferimento al Comitato Interministeriale “150 anni dell'Unità d'Italia”, istituito il 24 aprile per coordinare le celebrazioni nazionali e lavora a stretto contatto con la apposita Struttura di Missione creata il 15 giugno nell'ambito del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.


Banda larga e digitale terrestre (articolo 71). Per sostenere nuovi processi di realizzazione delle infrastrutture per la larga banda sul territorio nazionale vengono incrementate di 50 milioni di euro per l'anno 2008 le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, destinate al finanziamento degli interventi attuativi del Programma per lo sviluppo della larga banda nel Mezzogiorno. Il Fondo per il passaggio al digitale viene incrementato di 20 milioni di euro per il 2008.

Forze armate (articolo 34). Incrementate di 30 milioni di euro dal 2008 le risorse destinate alla professionalizzazione delle Forze armate, che erano state ridotte del 15% dalla Finanziaria per il 2007. Stanziati 140 milioni di euro per assicurare le capacità operative dello strumento militare per l'assolvimento dei compiti previsti dalla legge. Venti milioni vanno al Fondo istituito dall'articolo 1, comma 899, della Finanziaria per il 2007, di cui 7 milioni sono destinati alla prosecuzione degli interventi dell'arsenale della Marina militare di Taranto e un milione al rilancio del polo di mantenimento pesante nord di Piacenza. Quaranta milioni per il 2008 sono, invece, destinati alle esigenze di funzionamento dell'Arma dei carabinieri.

Evidentemente per i nostri politici conta più festeggiare l'unità d'italia, aiutare berlusconi coi decoder che far funzionare bene l'arma dei carabinieri!!!!!!!

mercoledì 5 dicembre 2007

Il sindacato rappresenta i politici

Il sindacato non rappresenta più i lavoratori da molti anni. Il suo attuale e unico scopo è quello di suggerire ai politici lo stato dei lavoratori. E' come un servizio segreto che fornisce ai politici il polso della situazione della massa dei lavoratori dipendenti. Non ha alcun motivo per continuare ad esistere. E' indietro di decenni rispetto alla realtà lavorativa. Per giustificare la sua esistenza, i grossi guadagni dei suoi dirigenti, i facili guadagni dei suoi delegati che evitano la vita di fabbrica con la scusa della rappresentanza sindacale, sudddivide i lavoratori in una miriade di categorie in modo da poter avere sempre delle contrattazioni aperte. Contrattazioni fasulle poichè le più sono già bonariamente accordate con i politici prima ancora di cominciare. Perchè un operaio del pubblico impiego deve avere uno stipendio diverso da uno privato di pari livello? e perchè sempre superiore?e perchè uno del tessile diverso da un metalmeccanico?e perchè uno del ramo artigiani diverso da uno del commercio?e come si motivano queste diversità? Per il carico di lavoro? Allora i dipendenti pubblici dovrebbero essere i meno pagati. Perchè un operaio con identiche mansioni ma inquadrato tra i commercianti anzichè gli artigiani deve guadagnare diversamente? e perchè questa differenza anche nei contributi pensionistici e nelle relative pensioni? Tutto è rimasto come nel dopoguerra, ma gli anni son passati, il mondo del lavoro è profondamente cambiato ma i sindacati no! Loro continuano con le solite ridicole battaglie, negli ultimi anni solo e sempre a favore dei politici e degli imprenditorie. Tant'è che poi,per riconoscenza, i partiti ne candidano i dirigenti al parlamento. Prima lattano per i lavoratori contro i politici e poi saltano la cancellata? No!!, affatto, sono sempre stati dall'altra parte della cancellata.
Altre sono le battaglie che dovrebbe fare un onesto,apolitico,disinteressato,capace sindacato.
L'Italia si sta velocemente svuotando di tutte le capacità produttive che l'hanno sempre contraddistinta. La miriade di leggi e leggine fatte in questi ultimi anni hanno fatto si che il grosso della produzione italiana si sia trasferito altrove.
Non è uno scandalo accanirsi contro i romeni in italia rischiando delle ritorsioni verso le 22000 (ventiduemila) aziende italiane che lavorano in Romania. Lo scandalo sono le 22000 mila aziende che lavorano lì e non nella nostra nazione. Lo scandalo è non fare nulla per metterle in condizione di rientrare. Non chiedersi, o meglio far finta di non chiedersi,perchè 22000 aziende italiane vanno a lavorare in Romania.
L'italia si sta svuotando, le aziende fuggono,i laureati fuggono,i cervelli fuggono,il lavoro non c'è e quello che c'è è di bassissimo livello, precario e sottopagato.
Ma il sindacato che fa? Perde giorni,giorni,mesi,anni a trattare aumenti salariali di 40 o 50 euro mese. Il più delle volte lordi.
Sindacalisti!!!!! Svegliaaaaa. Deve cambiare la vostra posizione, il vostro esistere,il vostro mestiere. Dovete lottare e dico lottare, non inciuciare, col governo per creare lavoro. Ci dev'essere una forte competitività interna tra gli imprenditori. Ci dev'essere un grande interesse a sviluppare le proprie aziende in Italia,a perfezionare il prodotto, ad ingrandirsi, ad aumentare la produzione.Ci dev'essere lotta tra gli imprenditori per accaparrarsi gli operai migliori, ci dev'essere più richiesta di operai,impiegati,tecnici,ricercatori,dirigenti che offerta.Solo così gli stipendi potranno realmente salire,potranno chiamarsi stipendi e non elemosine. Non sappiamo che farcene dei canonici 50 euro mese lordi in più ogni 3 o 4 anni. Non sono questi gli aumenti che ci cambiano la vita.
Questo dovrà essere il vostro compito, lottare per questo traguardo contro una classe politica che con le norme,le leggi assurde fa di tutto perchè ciò non succeda. Se ci riuscirete avrete portato il benessere ai lavoratori. Continuare su questa strada serve solo per portare il benessere ai politici e agli imprenditori. Così NON ci rappresentate più, NON ci servite

giovedì 29 novembre 2007

Questa è l'attuale sinistra...cari amici

Ottima la foto dell'attuale sinistra fatta da Carlo Bertani nel suo blog di cui riporto una parte:

La prova del nove finale? Osserviamo le dichiarazioni di voto che s’annunciano per la fiducia sul decreto del welfare: Rifondazione Comunista s’è vista sbattere la porta in faccia, nemmeno qualche misero emendamento per una legge che consegnerà generazioni di giovani alla schiavitù, non al lavoro. I Comunisti Italiani “ci penseranno”: meno male che c’è qualcuno che “pensa”, mentre gli altri finiscono a 90 gradi. Entrambi, hanno annunciato che voteranno la fiducia. Poi, l’hanno “messa giù dura” per Gennaio: ci vorrà un “ripensamento”! Bisognerà “rifondare” l’alleanza! Secondo voi, qualcuno li sta a sentire? Se non li invitarono nemmeno alla riunione del 23 Luglio sul welfare! In realtà, questi signori sono i peggiori traditori dei lavoratori – che ingenuamente, in molti, li hanno eletti – poiché sanno benissimo che la nuova “Santa Alleanza” fra Fini, Casini, Veltroni & Rottami Vari non li prevede. I loro voti sono serviti per ripianare i deficit di bilancio lasciati da Tremonti, per avere un po’ di fiducia dall’Europa, per tranquillizzare i banchieri.Nessuno di loro ha nemmeno tentato di chiedere qualcosa (che era nel programma) sulla tassazione delle rendite: Prodi ha semplicemente risposto loro che non era “all’ordine del giorno”, un eufemismo che cela un “vaffanculo” istituzionale. Eppure, non demordono. Perché? Poiché sanno che troveranno sempre uno scranno a 20.000 euro il mese, comode poltrone in TV, benefici a pioggia per i loro silenzi e le loro omissioni. Nessuno di loro ha il coraggio di comunicare la verità: terminata una stagione politica, si serrano le fila e si torna all’antico, ossia a contrattare le alleanze in Parlamento, alla conta delle preferenze truccate, ai “penta” ed “esa” partiti, al blocco di centro che ha addormentato il paese per decenni. Giordano e Diliberto sono proprio indefinibili: ingenui o venduti? La borghesia, una volta concluso l’affare, liquida la manovalanza con pochi spiccioli.

Beh...c'è poco da commentare direi..

mercoledì 28 novembre 2007

Lo stato nello stato

Lo stato nello stato Così chiamano la Mafia.
Ma uno stato cosa dovrebbe fare?
Assicurare la giustizia, la serenità, la tranquillità e la protezione ai suoi cittadini investendo opportunamente i soldi che questi gli versano tramite le tasse.
La mafia cosa fa?
Assicura tranquillità e protezione tramite il pizzo che la gente paga.
Lo stato ci riesce? NO!
La mafia ci riesce? SI!
Se pago il pizzo nessuno mi verrà a torcere un capello nella mia attività. Nessuno mi farà concorrenza sleale abusiva fuori porta. Nessuno mi verrà a rubare in casa. Nessuno porterà offesa alla mia famiglia.
Se pago le tasse nessuno mi assicurerà tutto questo, anzi, verrò continuamente ulteriormente tartassato da controlli assurdi,multe assurde,furti,rapine,concorrenze sleali di abusivi fuori porta. La mia famiglia vivrà sempre nel terrore,nella paura di quelli che dell'illegalità fanno uno scopo di vita. Meglio la mafia? Meglio evadere le tasse? Meglio pagare il pizzo?
Sicuramente mi ritorna di più. Cordialmente

Intercettazioni obbligatorie per i politici

Propongo di rendere obbligatorie le intercettazioni telefoniche ed ambientali sui politici.
Si prostituiscono con noi in campagna elettorale per farsi votare promettendo ogni bene.
Quando eletti, in tv e sui giornali, rilasciano interviste dove promettono ogni bene.
Dietro le quinte fanno esattamente l'opposto.
Curano principalmente i loro interessi, quelli dei loro parenti, dei loro amici e dei potenti che fanno girare l'economia a loro piacere.
Per il popolo non fanno assolutamente nulla, al più qualche briciola di contentino.
Noi dobbiamo e vogliamo sapere cosa dicono e fanno dietro le telecamere e i microfoni dei giornalisti che amorevolmente li intervistano.
Vogliamo che vengano intercettati e che le intercettazioni vengano rese pubbliche.
La privacy vale per noi cittadini. Non deve valere per loro. Loro devono rendere conto a noi del loro operato, non con le chiacchiere ai giornalisti ma con la trasparenza della politica.
Se non hanno nulla da nascondere, se sono puliti, se fanno quello che dicono, beh...che si facciano pure intercettare. Qual'è la privacy che devono tutelare se lavorano per noi?
Se non sono d'accordo che si dimettano, al posto loro manderemo qualcuno che non ha nulla da nascondere.